Recensione: "Metamorfosi" di Irene Milani

venerdì 23 giugno 2017



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Metamorfosi
di Irene Milani
pagine 200 circa
prezzo 15,20€
eBook 1,50€
già disponibile
Lettere Animate
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La serie "Isolde e Tristan" è composta da:

1. Il Ritratto
2. Attesa
3. Metamorfosi

Isolde e Tristan sono finalmente liberi di vivere il loro amore alla luce del sole il loro legame; i problemi tra le due famiglie non sono del tutto risolti ma per lo meno accantonati per il bene dei due giovani. 
Ora potrebbero essere sereni e felici, ma un segreto tenuto nascosto da Isolde si insinua tra loro e li divide fino a quando, per un futile motivo, tra i due scoppia un litigio che li porta ad un allontanamento che pare definitivo. 
Isolde, per non mostrare la propria sofferenza, si diverte quasi a far soffrire chi le sta intorno, mostrando un lato del proprio carattere difficile da conciliare con la romantica ragazza innamorata dei primi due romanzi.

Considerazioni.
Oggi vorrei presentarvi un romanzo tutto italiano, di un'autrice che mi aveva molto colpito con il romanzo "Il Ritratto" di cui questo nuovo romanzo "Metamorfosi" costituisce il terzo capitolo.

Per chi non avesse ancora letto i precedenti capitoli, posso dirvi che i protagonisti di questa storia, come penso avrete capito dalla trama, sono Idolde e Tristan. Come appreso nel primo romanzo, Isolde è un ragazza trentina di diciotto anni che ha sofferto parecchio per la separazione dei suoi genitori e che non è ancora del tutto a suo agio nella nuova città in cui si è trasferita, oltre a ciò si trova anche ad affrontare due grandi problemi: uno riguarda la maturità, l'altro invece è il suo cuore spezzato.
Nel mezzo di questa confusione sentimentale/emotiva e sociale Isolde cerca di trovare se stessa e per caso disegna un ragazzo che a seguito di tutta una serie di coincidenza conoscerà e le cambierà la vita. 

Nel secondo romanzo, ma in particolar modo nella seconda parte, le acque diventano un po' più torbide e il rapporto tra i due giovani viene messo alla prova come non mai, tra loro si inseriranno nuovi problemi ma anche incomprensioni ed evidenti insofferenze e che si acutizzeranno nonostante l'aiuto di Malcom, il fratello di Tristan, unico ad essere dalla loro parte. Il secondo romanzo ci aveva lasciati con il fiato sospeso, in quanto Isolde e Tristin si lasciavano ... 

"Metamorfosi", riprendendo il filo del discorso lasciato in sospeso da "Attesa", vede entrambi i personaggi principali rimuginare sulle scelte compiute e cercare di andare avanti. Più che negli altri due romanzi, qui è dove veramente i caratteri dei due protagonisti saltano fuori, diventando più maturi nel gestire il rapporto, che nonostante tutto e tutti, li lega indissolubilmente. Certo li vediamo divisi, soli, fragili e troppo orgogliosi per fare i passi indietro necessari per unirli, ma è proprio la solitudine, il dolore e la separazione che mostrerà loro quanto le scelte sbagliate che hanno compiuto necessito di essere corrette.

E' finalmente in "Metamorfosi" che ho visto come la determinazione la forza sia di Tristan che di Isolde cresce e si salda diventano vera volontà di determinare il loro destino (riuscendo a domarlo in maniera diverse rispetta alla classica leggenda di Tristano ed Isotta). Forse l'amore non ha potuto, ma la solitudine ed il dolore hanno il potere di distruggere o di rafforzare è qui hanno saputo far crescere qualcosa di importante in entrambi i protagonisti ... i quali riescono a modificare la loro sorte.

Ho apprezzato anche questo romanzo, soprattutto dal punto di vista stilistico, anche se devo dire che a livello emozionale mi aveva coinvolto molto di più il primo romanzo, forse anche perché spinto da uno spirito più grintoso. E' giusto tuttavia dire che la Milani ha davvero molto lavorato su se stessa, sui personaggi, cercando di colmare i difetti presenti nel primo romanzi e facendo crescere e maturare, nonostante la giovane età dei protagonisti, sia Isobel che Tristan.

Consiglio questo romanzo a chi ama riprendere in chiave moderna le leggende del passato, magari sperando per un lieto fine. 


Irene Milani
Dice di sè: "Sono nata a Milano nel 1977, mi sono diplomata al liceo Scientifico al termine del quale ho studiato Conservazione dei Beni culturali all’Università di Parma, conseguendo la laurea nell’indirizzo archeologico. Dopo il matrimonio mi sono trasferita in provincia di Como dove abito tutt’ora. Sono un’insegnante di italiano alle scuole medie, una dei tanti famigerati precari di cui si parla nell’ultimo periodo, mamma di Mattia e Stella, di nove e tre anni. Ho iniziato a scrivere un po’ per sfida: essendo un’accanita lettrice spesso mi ritrovavo a criticare trama o personaggi, così mi sono detta: “Perché non ci provi anche tu?”. Così mi sono messa al computer e ho cominciato a buttar giù qualcosa, che pian piano ha iniziato a prendere forma. Il romanzo “Il Ritratto”, pubblicato con la casa editrice Lettere Animate, non è il mio primo lavoro ma quello che per primo mi ha invogliato a farlo leggere a qualcuno. La storia è nata nella mia testa un pomeriggio mentre camminavo con le cuffie nelle orecchie, proprio come la protagonista all’inizio del racconto: ho iniziato ad immaginare scene, dialoghi e situazioni che poi dovevo correre a scrivere al computer, quasi sotto dettatura".

Recensione: "The Tower. Il Millesimo Piano" di Katharine McGee

giovedì 22 giugno 2017


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The Tower.
Il millesimo piano
di Katharine McGee
Pagine 468
prezzo 17€
eBook 6.99€
disponibile dal 9 maggio
Piemme
voto:
★★★★☆
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"The Thousandth Floor" è composta da:

1. The Thousandth Floor - The Tower. Il millesimo piano
2. The Dazzling Heights - ancora inedito


Manhattan, 2118. 
New York è diventata una torre di mille piani, ma le persone non sono cambiate: tutti vogliono qualcosa, e tutti hanno qualcosa da perdere.  
La spregiudicata Leda, che brama una droga che non avrebbe mai dovuto provare e un ragazzo che non avrebbe mai dovuto toccare. 
La viziata Eris, che dopo aver perso tutto in un istante vuole risalire, ma presto comincerà a chiedersi quale sia veramente il suo posto. 
L'intraprendente Rylin, che un lavoro ai piani alti trascinerà in un mondo - e in una relazione - mai immaginati: la nuova vita le costerà quella vecchia? 
Il geniale Watt, che può arrivare ai segreti di ciascuno e, quando viene assunto per spiare una ragazza, si troverà imprigionato in una rete di bugie. 
E sopra tutti, al millesimo piano del Tower, vive Avery, disegnata geneticamente per essere perfetta. La ragazza che sembra avere ogni cosa, tormentata dall'unica che non dovrebbe nemmeno desiderare...

cover originale

Considerazioni.
Con questo romanzo la McGee ha saputo attirare la mia attenzione sia per la trama, con il relativo motto "più in alto sei più la caduta sarà rovinosa", che per l'idea di questa città composta da mille piani, in cui accade qualcosa di veramente strano ...

C'è da dire che mi sono avvicinata a questo romanzo senza alcuna idea, positiva o negativa che fosse, per cui il romanzo poteva tanto piacermi moltissimo come essere una delusione completa. In realtà una delusione non è stata. Vediamo com'è andata. 

"The Tower. Il Millesimo Piano" parla di un edificio enorme (mille piani non sono uno scherzo) che non è solo un palazzo, ma una vera e propria città: la New York del futuro. Come tutte le città, anche la New York 2.0 necessita di un'organizzazione (uptown, midtown e downtown), che in questo caso vede le persone più ricche abitare nei piani più alti e poi, a scalare verso il basso, vivere le persone che hanno meno denaro e possibilità economiche. In questa città decisamente tecnologica (che vi lascio scoprire) facciamo la conoscenza di quattro persone, ovvero i protagonisti, che sono:


  • Avery, è una ragazza ricca (abita al millesimo piano) decisamente particolare, innamorata (e non corrisposta) con molti difetti e molti segreti. Ha un fratello di nome Atlas.
  • Leda, è la miglior amica di Avery, ha una dipendenza (quando la conosciamo, infatti, è appena arrivata da un centro di disintossicazione). E' un personaggio tendenzialmente negativo, in quanto riesce a essere antipatica praticamente a tutti, ad ogni livello possibile, ma è comunque la chiave per una svolta importante del romanzo ...
  • Eris è una ragazza dei piani alti amica di Avery che si trova ad essere oggetto di uno scandalo che minerà la sua autostima e il suo posto in società. E' un personaggio decisamente sfaccettato e molto interessante, capace di conquistare in un attimo, ed è impossibile resisterle!
  • Rylin è una giovane ragazza che cerca di sopravvivere ed emergere, essendo dei piani bassi, ed ha un'evoluzione ed una maturazione molto evidente nel corso del romanzo, in quanto decisa a redimere se stessa e cercare il riscatto che sente di meritare.
  • Watt è un haker che risulta essere il personaggio forse meno utile, ma ugualmente necessario alla trama, in quanto grazia a Nadia, l'intelligenza artificiale impiantata nel suo cervello e altamente sviluppata, riesce a conoscere sia i pensieri che i segreti degli altri abitanti della Torre. 
E poi ci sono:

  • Atlas, fratello di Avery, è un ragazzo che sembra ciò che non è: buona, affidabile e sincero., in realtà è tutto il contrario ... ed anche qualcosa di peggio in più: egoista, codardo, ecc...
  • Cord l'unica nota positiva di questo personaggio è l'essere legato sentimentalmente a Rylin, fare voi...
L'inizio della storia apre immediatamente alle atmosfere che incontreremo successivamente: ovvero con un suicidio. Non è dato sapere quale sia il nome della ragazza che si getta dall'alto della Torre, ma sarà il mistero da scoprire, insieme ai segreti e agli eventi di cui saranno protagonisti i personaggi di cui vi ho parlato poco sopra. 
Per tutta la prima parte del romanzo (facciamo i 2/3) scopriamo man mano le vite di Avery & Co., scopriamo quello che sono, quello che vorrebbero e i pasticci in cui sono impanati, osserviamo poi come le loro vite si intrecciano, complicano, sconvolgono gli equilibri e fanno saltare gli altarini degli altri, ma poi qualcosa accade e quando accade... fa il botto!!!

Questo romanzo inizia lentamente, si prende tempo (forse anche sapendo di essere il primo romanzo di una serie), tutto il tempo necessario per far capire al lettore tutto quanto: dall'ambientazione, alla struttura nuova del palazzo a cui verremo introdotti, sino ai personaggi ed alle loro storie. E' lento, a volte poco, a volte un po' troppo, ma complessivamente lento, che arriva a colpire veramente l'attenzione del lettore solamente verso il finale, con cui su riscatta dalla lentezza precedente, ma che soddisfa sicuramente coloro che vogliono leggere di una storia che abbia il thriller soft come cornice a una trama che vive fondamentalmente di pettegolezzo, romanticismo e piccole lingue velenose che creano un clima di poca fiducia, sospetto e suspance per quello che accadrà. 

Il punto forte di The Tower ? La lentezza (quando non esagera) e i personaggi. Mi chiederete perché, ma in parte è comprensibile ... la lentezza permette di arrivare fino alla fine anelando il finale (anche se avrei preferito essere attratta da qualche elemento attrattivo in più lungo il cammino) colpendo poi il lettore con il colpo di scena; ed i personaggi perché intessono una fitta rete tra loro: sono tutti incastrati, intrappolati nella vita l'uno dell'altro destabilizzando così l'ordine preordinato della Torre. Certo non sono tanto complessi o bizzarri da essere ricordati per l'eternità, ma svolgono il compito per il quale sono stati creati e tra loro funzionano bene. 
Un altro punto a favore di questo romanzo è la stessa McGee, che con il suo stile veloce e incalzante permette di far scivolare la storia senza troppi inghippi, grazie anche alla scelta di alternare i diversi personaggi per il racconto in prima persona, dal loro singolo punto di vista, della vicenda, senza contare che è riuscita e creare personaggi molto diversi tra loro, in grado di attirare l'attenzione e creare immedesimazione da parte di chi leggi in almeno un personaggio. Oltre a questo mi è piaciuto che la McGee abbia saputo inserire tematiche interessanti e spunto di riflessione come l'amore, la fragilità, l'estetica, la solitudine, la felicità, i rapporti tra adulti e ragazzi (che più o meno ragionano nello stesso modo) e la tecnologia non rendendo questo romanzo qualcosa di effimero e fine a se stesso.

Consiglio questo libro a coloro che amano i romanzi YA, che sappiano coinvolgere con leggerezza e non rinuncino ad atmosfere un po' più cupe, con un pizzico di thriller e di quel pizzico di fantasioso che crea qualcosa di nuovo e accattivante. Non è la lettura del secolo, ma è perfetto per cercare un po' di svago ed evasione. 


Kathrine McGee 
E' nata in Texas, laureata in Letteratura Inglese e Francese a Princeton, ha concluso gli studi con un MBA a Stanford. È durante gli anni vissuti nel minuscolo appartamento di New York che ha cominciato a fantasticare sui grattacieli... e a scrivere. Questo è il suo romanzo d'esordio.

Doppia recensione per il week end!

sabato 17 giugno 2017



Oggi vi propongo due letture estive che hanno come tema il viaggio, sia inteso come quello fisico, che prende avvio dal fare i bagagli e partire, sia quello mentale, che porta a dei cambiamenti mentali e di umore. Sono entrambi scritti da due autori italiani che hanno sicuramente qualcosa di interessante da dire e che vi consiglierei se avete voglia di un po' di evasione e leggerezza. Buona lettura!!!


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Qui
il cielo
è più vicino
di Francesco Giannelli Savastano
pagine 287 circa
prezzo 2,99€
Delos Books 
già disponibile
voto:
★★★★☆
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Cosa succede nel cuore e nella mente di quattro ragazzi che per motivi diversi affrontano un viaggio in una terra lontana e sconosciuta?
I quattro protagonisti di questo romanzo non hanno nulla in comune, se non la giovane età. Non si conoscono e provengono da Paesi diversi. A unirli è la loro destinazione, la Nuova Zelanda, e lo scopo del loro viaggio: la ricerca di un futuro migliore o semplicemente di qualcosa di straordinario, scegliendo di visitare città e luoghi agli antipodi rispetto alle loro terre di origine. 
Leonardo è unragazzo romano che parte per la Nuova Zelanda alla ricerca di un’avventura, di un lavoro, di una vita migliore, lasciandosi alle spalle le delusioni del suo Paese. 
Fernanda è un’argentina con una voglia smisurata di libertà e di vita senza regole, che esce finalmente da casa sua a Buenos Aires per vivere una vita da nomade in compagnia della sua macchina fotografica. 
Poi c’è Jonas, un diciottenne tedesco che si concede un anno sabbatico dopo il liceo prima di tornare a studiare all’Università, sperimentando per la prima volta la vita solitaria lontano dalla famiglia. 
Infine Julien, un parigino che si ferma in Nuova Zelanda per alcuni mesi prima di proseguire il suo viaggio in Cina, non prima di rendersi conto delle bellezze del Paese in cui si trattiene.

Considerazioni.
Sebbene il romanzo in questione sia un romanzo senza una vera e propria struttura narrativa alla base (per stessa ammissione dello scrittore) devo dire che ho molto apprezzato l'opera di Giannelli Savastano per il senso che ti lascia alla fine, per la capacità che ha di portarti nelle esperienze che ha vissuto (non ho ben compreso se ha spezzato se stesso nei quattro personaggi o riporta anche il vissuto di altre persone, ma poco importa) e permette di riviverle pienamente in modo vivido e piacevole.

Giannelli Savastano ha scelto di scrivere questo romanzo puntando sull'esperienza, quello che ha sentito e vissuto sulla sua pelle viaggiando in Nuova Zelanda. Quello che importava maggiormente all'autore, per sua stessa ammissione all'inizio del romanzo, è che coloro che si avvicinino a quest'opera lo facciano per comprendere il senso del viaggio, lo spirito con cui si lascia per un po' la propria casa (per motivazione che possono andare dal puro svago alla ricerca di una nuova vita o un nuovo lavoro) e si vestano i panni del viaggiatore curioso e pronto all'avventura, all'incontro con paesi, paesaggi e persone anche molti diverse per arricchire la propria persona.

Questo senso del viaggio arriva forte e chiaro da "Qui il cielo è più vicino" e ci mostra come i quattro personaggi del romanzo, molto diversi tra loro, con esperienze e trascorsi molto distanti possano trovare nella Nuova Zelanda un'esperienza che li porta ad assaggiare un nuovo senso di indipendenza e di libertà che diversamente la quotidianità avrebbe potuto donare loro.

Come vi dicevo prima, questo non è propriamente un romanzo, ma piuttosto una serie di esperienze raccolte in un libro da cui il lettore deve trarre le sue conclusioni, e proprio per questo penso che possa piacere a coloro che vorrebbero conoscere meglio la Nuova Zelanda nel particolare, e l'esperienza dei viaggi in generale, tramite qualcuno che ne ha, e ne ha avuto, un'esperienza diretta. 

Consiglio questo romanzo a coloro che hanno voglia di evadere, andare lontano, con personaggi che li possano accompagnare per mano e far vedere loro qualcosa di nuovo e in qualche modo stimolante.


Francesco Giannelli Savastano 
Vive a Roma ed è appassionato di sport, ambito nel quale ha trovato subito lavoro: è insegnante di tennis e di rugby e tiene lezioni di fitness. Adora viaggiare, soprattutto tra le grandi e le piccole città d’Europa. Lettore compulsivo, non parte mai senza un libro in mano. Ha vissuto e lavorato per un anno in Nuova Zelanda, esperienza che lo ha profondamente segnato.

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Un Amore 
al Volo
di Silvia Menini
pagine 143
prezzo 2,99€
YouFeel Rizzoli
già disponibile
voto:
★★★★☆
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Allacciate le cinture, forti turbolenze in arrivo! Un viaggio. Una fuga da due uomini e da una vita che sente ormai estranea. Sabrina sembra quasi avercela fatta. Ma il volo che la deve portare lontana da New York viene cancellato a causa del maltempo. Da quel momento tutto va storto e lei perde presto il controllo della situazione. 
Perché allora non lasciarsi andare? Un drink per rilassarsi e Paul, un divertente compagno di viaggio, per dimenticare le pene d'amore. Ma a un primo bicchiere, ne segue un altro, e poi un altro ancora…. Quando si risveglia, in preda a un post sbornia colossale, non ricorda nulla. 
Dove si trova? Perché indossa solo una t-shirt con la scritta LAS VEGAS e… oddio cosa ci fa quell'uomo nel suo letto? Un romanzo che affronta in maniera scanzonata il conflitto tra ciò che è giusto fare e ciò che si desidera veramente. Perché se si segue il proprio cuore magari l'amore, quello vero, non tarderà ad arrivare. 

Considerazioni.
Sempre in tema di viaggi, ecco che questo romanzo ci porta ad una fuga ... da se stessi! Si, perché la protagonista della storia in questione dovrà fare un lungo viaggio ... solo per confrontarsi con se stessa e vedere, tra quello che ha e quello che realmente vuole, quello che vorrà avere, ottenere ed essere. 

La storia ci parla, infatti, di Sabrina, la quale vuole andare a New York, ma qualcosa andrà storto e tutto sarà molto più complicato di quanto pensa e la porterà non solo ad essere più sciolta con gli alcolici, non solo a parlare a ruota libera al suo compagno di bevute, ma anche a svegliarsi senza quasi più memoria di quello che è successo in un letto che non è il suo e a fianco ci un uomo che non ha idea di chi sia ... almeno sulle prime. Ma tutto quanto le capita sarà un modo per conoscere se stessa, i suoi desideri e le sue vere passioni ed intenzioni.

Questo è il tipico romanzo da portare con voi in vacanza, che vi farà trascorrere dei momenti piacevoli, di evasione e di svago con una protagonista frizzante, piacevole che ne combina di ogni senza averne la minima intenzione nel tentativo di capire come gestire la sua vita e in che direzione muovere i suoi prossimi passi.

E' un romanzo sicuramente molto gradevole, che scivola via che è un piacere e che vi lascerà un sorriso sulle labbra. Consigliato sicuramente a tutti coloro che hanno voglia di qualcosa di leggere e spontaneo!


Silvia Menini
Nasce nel 1981 a Verona; quando torna in Italia dopo un lungo peregrinare in giro per il mondo, decide di unire al suo amore di sempre per la lettura  una nuova passione: la scrittura. Frequenta la scuola Holden di Torino e poi scrive ben tre romanzi, che tiene custoditi nel cassetto sperando che un giorno qualcuno li tiri fuori . Giornalista pubblicista online "Mondo Rosa Shokking" dove scrive di vini, libri e un po' quello che le capita; ha il blog "Il cavalibri" dove abbina a ogni libro un vino. 

Recensione: "Victoria" di Daisy Goodwin

mercoledì 14 giugno 2017



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Victoria
 di Daisy Goodwin
pagine 432 circa
prezzo 19.50€
eBook 9.99€
Sonzogno
già disponibile
voto:

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Vittoria ha solo diciott’anni quando, nel 1837, la morte dello zio Guglielmo IV la innalza al trono d’Inghilterra. 
Esce da un’adolescenza malinconica e nei suoi primi giorni da regina viene guardata a vista dalla madre e dall’onnipresente e ambizioso Sir Lord Conroy, che esercita una grossa influenza sugli affari di stato e si sente minacciato dal carattere indipendente della giovane sovrana. 
Sebbene il potere la seduca fin da subito e le conferisca una straordinaria energia, le prime mosse dell’inesperta Vittoria sono però piuttosto avventate, soprattutto quando solleva pesanti, e ingiusti, sospetti contro l’inseparabile dama di compagnia di sua madre, accusata di intrattenere una relazione con l’odioso Conroy. 
Questo e altri passi falsi gettano una luce sinistra sulla regina, che non piace né al parlamento né ai sudditi. Gli scandali si succedono, insieme agli intrighi della corte per ostacolare la sua ascesa. Inoltre, agli stentati inizi sembra che stia per aggiungersi un matrimonio di pura convenienza dinastica. 
E invece... Le nozze con il cugino Albert si riveleranno il felice punto di svolta della vicenda pubblica e sentimentale di Vittoria d’Inghilterra, destinata, grazie alla non comune abilità politica e all’intrepida personalità, a segnare l’Ottocento britannico e a diventare una delle più grandi figure femminili della storia.


Considerazioni.
Appena ho finito la lettura di questo romanzo ho pensato "E' un romanzo da consigliare tutti!!! E' troppo bello!!!". Per cui eccomi a cercare di ridurre in un piccolo spazio (e soprattutto un numero di parole ragionevole, tali da non indurvi all'annientamento psicologico) un libro che ho davvero adorato sia per lo stile della Goodwin (che sempre apprezzo), sia per la storia, la quale riporta la vita di una grande Regina inglese del passato.

Dire infatti che sono soddisfatta di "Victoria" è dire poco, in quanto pur narrando avvenimenti storici (cosa che alcuni evitano come la peste in quanto collegano questo genere - seppur romanzato - ad un elisir soporifero sinonimo di noia e sonnolenza allo stato puro) riesce, grazie alla scelta di romanzarlo ed alle abilità narrative della Goodwin, ad appassionare, a farci entrare, da lettori terzi, in sintonia con Victoria, con la sua vita, i suoi sentimenti e le sue idiosincrasie.

Da quanto emerge dalla visione della Goodwin, è evidente che Victoria sia stato un personaggio che l'ha interessata, ed interessa, da tempo, sia da un punto dal punto di vista politico - governativo, che dal punto di vista più intimo e privato. La Goodwin, che si è documentata sulla vita della Regina che governò per 63 anni l'Inghilterra, è riuscita a descrivere con dovizia di particolari - senza trascurare l'aspetto appassionante della vicenda - un'ambientazione d'epoca unica (l'autrice è davvero molto brava in questo), a farci entrare con parole e modi nei salotti dell'epoca con i loro usi, costumi, etichette e pettegolezzi, ma non solo, è riuscita a immergermi splendidamente nei meccanismi della politica inglese ed europee, nel sollevare la condizione femminile e la considerazione della visione maschile di quest'ultima. La Goodwin, essendo la vita di Vittoria molto lunga, ha deciso di narrare il periodo della vita che va dall'ascesa al trono sino al matrimonio con Alberto, per cui questo romanzo si sofferma sia sulla presa di coscienza di Vittoria di diventare Regina, che implica un drastico cambiamento di vita, di abitudini e anche di mentalità, sia sull'infatuazione per Lord M. che l'amore appassionato e profondo per Alberto, che l'accompagnò fino alla fine dei suoi giorni.

"Victoria" mi è piaciuto moltissimo non solo perché mi ha mostrato la crescita e uno spaccato di vita di una Regina, ma anche perché mi ha fatto vivere la storia di una Regina atipica, che appariva severa, rigida su molti temi, testarda e insensibile per alcuni aspetti, ma che poteva anche essere tutto il contrario di questo, e mostrarsi estremamente passionale sia per l'uomo che amava che per le situazioni e le battaglie che aveva a cuore, a cui si donava completamente e a cuore aperto. Questi aspetti lo ho apprezzati moltissimo.

Splendido emerge il personaggio principale, ovvero Vittoria (in inglese Victoria), la quale sale al trono molto giovane (aveva 18 anni), con un'avversione per le intromissioni costanti della madre nella sua vita, che la voleva pedina del suo confidente Sir John Conroy (da cui era dominata e probabilmente amante, secondo i pettegolezzi dell'epoca) ma che sviluppò idee molto precise su chi diventare e come orientare il suo governo. La Goodwin, nel procedere del romanzo, ci presenta un'evoluzione sorprendente della regnante: dagli inizi incerti e sfortunati/osteggiati, a fianco del suo fedele Lord M. (così amava chiamare lei Lord Melbourne) sino all'appassionato amore per Alberto, che diventerà suo marito ed il padre dei suoi 9 figli. Il suo matrimonio fu infatti un matrimonio molto felice, che vide Alberto non essere solamente e semplicemente il Principe consorte di facciata, ma vero e proprio compagno di vita sia nella vita privata che in quella politica, in quanto Vittoria ascoltava i pareri di Alberto, che teneva in grande considerazione e stima.

Del romanzo mi è piaciuto moltissimo lo stile della Goodwin - lo ribadisco perché a mio personale parere lo stile è ciò che ti permette di innamorarti della storia e dei personaggi - che fluisce bene, ed è in grado di sorvolare su parti che possono risultare più lente per soffermarsi su altre che ti ghermiscono e ti trascinano rapita nei panni della Regina Vittoria. E' stato bello poter soffermarmi poi su alcune considerazioni, che emergono spontanee a seguito della lettura, come la forte personalità della Regina, la cui volontà emerge prepotente, ed anche il suo conseguente rapporto con le figure maschili della sua esistenza. E' evidente infatti, come per Vittoria il mondo maschile predomini la società, ma lei riesce bene a tener loro testa, sin dall'inizio del suo trono prima combatte con le tante figure maschili che la circondano per sottrarle il trono, o anche solo per compiacerla per interessi, per poi ergersi su di loro. Poche infatti le figure maschili che riescono veramente a legarsi con la forte Vittoria, la quale pur essendo salita al trono molto giovane sa cosa vuole e cerca di ottenerlo in tutti i modi (solo Lord M. o Alberto avranno potere di farle cambiare idea).

E' un romanzo speciale, che ho apprezzato e amato moltissimo e che vi consiglio di cuore perché credo che sia in grado di regalarvi una storia appassionantissima, una storia d'amore che nemmeno il più bravo autore/autrice di romanzi romantici sarebbe in grado di ricreare e una lettura che vi porterà indietro nel tempo e nella storia con garbo, stile ed eleganza.

Essendo questo romanzo parallelo alla stesura, da parte della stessa Goodwin, della serie televisiva "Victoria" della ITV, andata in onda su Sky anche qui in Italia da poco tempo, molto di quanto raccontato in questo romanzo è possibile vederlo in televisione - recuperate la serie perché ne vale veramente la pena, ve ne innamorerete!!! - realizzato divinamente e con una Jenna Coleman in piena forma, la quale regala una Vittoria splendida, reale, spontanea, ma anche capricciosa e testarda, che tornerà con una seconda stagione il prossimo anno. Vi è da dire che a differenza del romanzo, che termina nel momento in cui Vittoria chiede la mano ad Alberto, la serie tv si spinge oltre, fino alla nascita della prima figlia della coppia, regalando in questo modo, anche a tutti coloro che hanno amato come me questo romanzo, il proseguimento visivo della storia, senza attendere oltre eventuali romanzi successivi. 

Spero davvero di avervi incuriosito, perché è un romanzo che merita di essere letto!!! 

La Regina Vittoria e il Principe Alberto

La Regina Vittoria e il Principe Alberto nella serie tv "Victoria" della ITV 


Daisy Goodwin
E' scrittrice, produttrice e sceneggiatrice televisiva inglese. Ha pubblicato due romanzi, tradotti in Italia da Sonzogno: L’ereditiera americana (2013) e L’amante inglese di Sissi (2014). Alla regina Vittoria ha dedicato questo romanzo, nonché l’omonima serie televisiva, in onda su laeffe. Vive a Londra con i tre cani, le due figlie e il marito.

Recensione: "I Paesaggi Perduti" di Joyce Carol Oates

lunedì 12 giugno 2017



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Pesaggi 
Perduti
di Joyce Carol Oats
pagine 300 circa
prezzo  22€ circa
eBook 10.99€
Mondadori
già disponibile
voto:
★★★★☆
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Cosa accade quando una delle più importanti scrittrici contemporanee, autrice di romanzi dalle trame avvincenti e personaggi memorabili, decide di abbandonare la finzione per raccontare di sé? Non un memoir sulla sua vita di scrittrice e nemmeno una classica autobiografia. 
Joyce Carol Oates non racconta tutto, ma solo quello che è decisivo, gli anni cruciali per la persona (e la scrittrice) che sarebbe diventata. Addentrandoci nelle pieghe dell'infanzia e dell'adolescenza scopriamo tanti misteri e capiamo dove nasce l'immenso serbatoio di storie che è la mente di Joyce Carol Oates. Il padre e la madre che sono personaggi da romanzo, il pollo "un po' speciale" come migliore amico, il primo incontro con la morte quando la migliore amica si suicida, una sorella che è un enigma pericoloso e triste, gli amori e i libri, Alice nel paese delle meraviglie. 
Ma il vero protagonista è il paesaggio, quell'America rurale fatta di fattorie e avventure all'aria aperta, duro lavoro e perdita, felicità estive, un paesaggio che diventa molto più di uno sfondo per i romanzi futuri. È l'origine stessa del desiderio di scrivere. 
Ci sono molte foto in questo romanzo, sfilate dall'album di famiglia e mostrate per la prima volta ai lettori. Istantanee di tanto tempo fa e ritratti recenti, tutti ugualmente animati da un fascino mitico che ci fa riconoscere in quei volti lontani e imperscrutabili i fantasmi della nostra infanzia, gli stessi che potremmo ritrovare nei bauli dimenticati nelle soffitte delle nostre case di famiglia. 
Queste foto, assieme ai ricordi dell'autrice, a volte commoventi a volte irriverenti e teneri, ci dicono che quei fantasmi sono gli stessi per tutti noi e ci stanno vicini per tutta la vita, fino a quando non finiamo per diventare noi stessi questi fantasmi che abitavano il paesaggio e il tempo perduto della nostra infanzia.



Considerazioni.
"Le fotografie sono state la nostra salvezza. Senza fotografie i nostri ricordi si sarebbero dissolti, sarebbero evaporati. [...] Nessuna storia d'amore è profonda e duratura come quella della prima infanzia. Per tutta la vita abbiamo nostalgia dei nostri genitori, giovani,  attraenti e misteriosi,c he ci erano così fisicamente vicini e al tempo stesso così distanti e inaccessibile, imperscrutabili. E' questa  l'origine dell'"amore", che colora e determina tutto ciò che verrà dopo? Sento l'esigenza di guardare tutte le vecchie foto di famiglia amorevolmente conservate negli album e nelle buste.
da "I Paesaggi Perduti" di Joyce Carol Oates

Ed è proprio tramite le fotografie che Joyce Carol Oates inizia un lungo e bellissimo viaggio che più volte viene definito dalla stessa Oates "d'amore" che ripercorre la sua infanzia e soprattutto il rapporto della sua famiglia d'origine, con quella madre e quel padre che con il loro affetto ed i loro insegnamenti le hanno donato amore e supporto incondizionato ad una figlia curiosa e divoratrice di libri.

"I Paesaggi Perduti" non è solamente un memoir dell'infanzia di una delle autrice americane più interessanti del nostro panorama, ma è soprattutto una lunga riflessione della sua crescita come scrittrice, sul come, perché e quando è stata toccata dal "sacro fuoco della scrittura", avvenuto anche per l'affetto del padre alla lettura e alla letteratura, nonché grazie alla madre affettuosa e benevola praticamente in tutto quanto concerne l'esistenza della scrittrice.

Ho apprezzato tanto la lettura di questo lungo racconto (la Oates in questo caso non riesce proprio a essere concisa) che si consegna al lettore intenso, onesto, coinvolgente, profondo e ben analizzato nonostante l'evidente coinvolgimento emotivo richiesto alla Oates. Bello anche il titolo, che ha un significato assolutamente coerente con l'idea del memoir:

"Da bambini, cominciamo immaginando dei fantastici e avendone paure. A poco a poco, durante la nostra lunga esistenza, finiamo per diventare quegli stessi fantasmi che abitavano i paesaggi perduti della nostra infanzia.
da "I Paesaggi Perduti" di Joyce Carol Oates

Ci sono tante fotografie in questa storia, per farci vedere quello che la Oates era, in quali ambienti è cresciuta la sua voglia di scrivere, il suo bisogno di raccontare, ma è anche un modo per prendere uno spunto per narrare al lettore piccoli accadimenti quotidiani del suo passato, racconti su quello che è stata la sua infanzia, chi erano i suoi genitori, i loro caratteri e l'affetto che manifestavano per la piccola e brillante Joyce. Ogni capitolo prende il titolo di una persona, un animale, un personaggio o un avvenimento che ha avuto una certa importanza nella vita della scrittrice: "Happy" ad esempio ci descrive gli anni che vanno dal 1942 al 1944 e che parla dell'amato cane Happy, amatissimo dalla Oates; oppure "La scoperta di Alice" che ci parla del 1947 e ci porta alla scoperta del romanzo "Alice nel paese delle meraviglie", del quale la piccola Joyce rimane estasiata, addirittura rapita, per la sua "illogicità da incubo"; o ancora "District School #7, Niagara County, New York" che introduce il lettore nella prima scuola che la Oates ha frequentato; ma anche "Gite domenicali", "Dov'è andato Dio", "I fanali: la prima morte", "Carimulgo: ricordi di un tempo perduto" o "Le insegne di Fred" sono dei capitoli molto interessanti, che lasciano l'autrice vagare nel passato tra le sue esperienze più importanti e notevoli. 

E' davvero un piccolo gioiello, raccontato con estremo affetto, con spontanea voglia di condividere un passato a cui la Oates è evidentemente molto legata, ed a ragione, visto come i genitori ed il fratello l'hanno circondata di affetto e supporto indefesso.

Vi consiglio questa storia se avete voglia di leggere un piccolo spaccato davvero molto piacevole, emozionante, interessante e pieno di affetto di un'autrice intelligente, arguta e molto capace, in grado di portarvi indietro nel tempo e regalarvi una crescita letteraria meritevole di ogni singolo momento speso per leggerla.




Joyce Carol Oates
Nata nel 1938 a Lockport vicino a New York, Joyce Carol Oates ha scritto più di quaranta tra romanzi, raccolte di racconti e di poesie, lavori teatrali e saggi critici. Ha insegnato per molti anni all’Università di Princeton. Nel corso della sua carriera, ha ottenuto diversi riconoscimenti tra i quali il National Book Award e il PEN/Malamud Award. È unanimemente riconosciuta come una delle voci più importanti della letteratura mondiale contemporanea

Segnalazione per chi ama le Highlands ...

venerdì 9 giugno 2017

Tempo d'estate e tempo di letture che ci portino in posti che vorremmo essere, che vorremmo visitare, ma soprattutto che ci facciano vivere delle esperienze nuove, delle avventure fantastiche e magari (a maggior ragione per le ragazze) delle storie appassionanti e romantiche.

Ho pensato, per questo appuntamento di presentazione delle nuove uscite, di proporvi due romanzi che, qualora gli sceglieste, vi porterebbero in Scozia, ma non quella moderna, bensì quella di qualche tempo fa. Uno è un romanzo di un'autrice italiana che in quanto a storia la sa davvero lunga, il secondo è di un'autrice americana di nome Diana Gabaldon, che esce in edizione economica con la prima e la seconda parte (in Italia il romanzo è spaccato in due parti ad ogni uscita) dell'ultimo romanzo della serie "Outlander" (già in televisione con la serie tv che è diventata un vero cult e che sta per approdare in America con la sua terza stagione).

Sperando di consigliarvi delle letture che potrebbero piacervi vi lascio ai dettagli dei romanzi!! Buona lettura!!!


Sulle Highlands ardono
 fuochi di rivolta e di passione…


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Tempesta 
di Passioni
di Alexandra J. Forrest
pagine  300 circa
Prezzo di lancio €1,99 (anziché € 2,99)
Dal 7 al 21 giugno
già disponibile
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Scozia, fine XIV sec.
La vita di Marian, figlia adottiva del fabbro di un piccolo villaggio, viene sconvolta nel giorno del suo matrimonio, quando il potente signorotto della Contea viene a reclamare il suo diritto alla “prima notte”. L’episodio dà l’avvio a una serie di irreversibili cambiamenti nell’esistenza della giovane, contesa dalla passione di due fratelli, dapprima alleati e poi implacabili nemici. 
Nella Scozia dilaniata dalla guerra contro gli oppressori inglesi, Marian scoprirà le proprie origini, svelando il mistero che ammanta il suo passato, ma su tutto dominerà l’amore per Sir Darcy, l’intrepido cavaliere pronto a sfidare il mondo intero per lei. Ma i due innamorati dovranno combattere con ogni mezzo per riuscire a sconfiggere i nemici palesi e occulti e superare le prove che incontreranno sul loro cammino. 
Tempesta di passioni, pubblicato nel 2000 dalla Editrice Nord nella collana “Romantica Nord”, esce ora in formato digitale. Intrighi, amori e violente passioni s’intrecciano nello scenario lontano della Scozia Medievale, dove la ribellione contro gli inglesi conosce il suo periodo più turbolento.

Alexandra J. Forrest 
E' lo pseudonimo con cui Angela Pesce Fassio firma i suoi romance storici. Nata ad Asti, dove risiede tuttora, è un’autrice versatile, come dimostra la sua ormai lunga carriera e la varietà della sua produzione letteraria.L’autrice coltiva altre passioni, oltre alla scrittura, fra cui ascoltare musica, dipingere, leggere e, quando le sue molteplici attività lo consentono, ama andare a cavallo e praticare yoga. Discipline che le permettono di coniugare ed equilibrare il mondo dell’immaginario col mondo materiale. I suoi libri hanno riscosso successo e consensi dal pubblico e dalla critica in Italia e all’estero.


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La saga best seller 
di Outlander

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Legami 
di Sangue
di Diana Gabaldon
pagine 664 circa
prezzo 11€
Tea Editore
disponibile dal 15 giugno
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Claire Fraser, l’affascinante viaggiatrice nel tempo protagonista della serie Outlander, si è ormai abituata alla vita dell’America nel Settecento e assiste con animo consapevole ai rivolgimenti che porteranno alla nascita degli Stati Uniti, anche se, nel 1778, agli occhi dei contemporanei, la situazione è ancora incerta. 
Washington ha costretto gli inglesi ad abbandonare Philadelphia e comincia a profilarsi l’indipendenza delle colonie, ma l’elemento veramente rivoluzionario nella vita di Claire è il ritorno dell’adorato marito Jamie, dato per morto, il quale scopre che Claire si è nel frattempo risposata con Lord John Grey, il suo più caro amico… 
Intanto, nella Scozia del Ventesimo secolo, la figlia di Claire, Brianna, è disperata perché il primogenito Jem è stato rapito da un individuo determinato a scoprire il mistero del cerchio di pietre che fa viaggiare nel tempo. Il marito Roger si avventura nel passato alla disperata ricerca di Jem, senza sospettare che il bambino in realtà è più vicino nel tempo di quanto non creda…


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Prigioniero 
di Nessuno
di Diana Gabaldon
pagine 534 circa
prezzo 11€
Tea Editore
disponibile dal 15 giugno
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Giugno 1778. 
Nell’infuriare della battaglia di Monmouth, che vede la vittoria definitiva dell’esercito guidato da George Washington, Claire Fraser viene ferita gravemente. Jamie, terrorizzato all’idea di perderla, non esita ad abbandonare la divisa di generale per restarle accanto durante la convalescenza. Ancora una volta insieme e innamorati più che mai, pur tra mille avversità, Jamie e Claire si trasferiscono Philadelphia, intenzionati a ricostruirsi una vita e determinati a trovare, insieme, un luogo da poter chiamare di nuovo, e forse per sempre, «casa». 
Intanto, nel Ventesimo secolo, Brianna comincia a pensare che il posto più sicuro per lei e i suoi bambini sia il passato, dove, forse, potrà ritrovare l’amato marito Roger. Ma viaggiare nel tempo con due bambini piccoli può essere molto rischioso… 
I pericoli e gli imprevisti per la famiglia Fraser e per i loro amici sembrano non finire mai. Tanti dolori e tante gioie, tante sorprese e tanti colpi di scena li attendono, prima di poter scrivere la parola fine a una tumultuosa avventura che supera il tempo, riscrive la storia e travolge il lettore.

Diana Gabaldon 
E' nata in Arizona nel 1952. Si è laureata in zoologia, ha un master in biologia marina e un PhD in ecologia e per anni ha insegnato nel dipartimento di Scienze ambientali dell’Arizona State University. Nel 1991 ha pubblicato il suo primo romanzo dando vita alla serie «Outlander», primo capitolo di una saga appassionante tradotta in oltre 20 lingue.I libri di Diana Gabaldon hanno venduto oltre 25 milioni di copie in tutto il mondo e in Italia sono tutti pubblicati con successo daCorbaccio (anche in edizione TEA).